Intervista al palleggiatore della Serie C Femminile Morgana Buccarini

Nome e cognome?

-Morgana Buccarini

Ruolo?

-Palleggiatore

Numero?

-3

Soprannome?

-Mommi

Piatto o drink preferito?

Pizza e Birra

Morgana sei da sempre un bandiera e un emblema della Polisportiva, a che età hai iniziato a giocare a pallavolo?

-Ho iniziato all’incirca all’età di 6 anni, da allora mi sono innamorata di questo sport e non l’ho più mollato (come non ho più mollato la Lalla, che mi allena da sempre) 🙂

E vero che all’inizio il tuo ruolo era una banda… poi qualcuno ti ha visto palleggiare e da lì è cambiato il tuo destino pallavolistico?

-Si, centrale, poi banda, vista l’altezza, poi il giorno in cui la Lalla mi ha visto palleggiare da posto 1 a posto 4 è stato fatidico per il mio cambio ruolo (cito la Gaia che mi dice: “Mommi, tu scrivi poesie” <3)

Per te cosa significa giocare e indossare la maglia di Bottega?

-Bottega è Famiglia

La stagione appena passata vi ha portati, dopo 7 anni se non erro, alla storica promozione in serie C, una C che mancava da troppo tempo nel femminile a Bottega. una tua veloce analisi della stagione?

-Quali le chiavi di volta tattiche e umane? Poche tattiche e molto cuore, è stato merito di ogni singola persona che ha fatto parte della squadra, ognuno ha messo del suo per arrivare a questo grande risultato, da tanto atteso. Lo posso definire uno degli anni più belli di sempre e ringrazio di cuore la mia squadra per questo.

Sei un palleggiatore di movimento, ti dovrebbero davvero mettere un contapassi per vedere quanto bruci dopo ogni gara, ma racconta a chi leggerà questa intervista quanto è difficile e complicato il tuo ruolo, perché alla fine si dice che il palleggiatore sia il cervello della squadra.

-E’ un ruolo molto complesso, ma è allo stesso tempo il più bel ruolo mai esistito. Palleggiatore è testa, tattica, fiato e cuore. Le cose a cui devo pensare in un nanosecondo sono molte, tutti i palloni passano per le mie mani. Posso dire che una delle caratteristiche principali di un palleggiatore sia il problem solving 🙂

Spesso con il primo tocco ti piace anche attaccare, come hai sviluppato questa dote?

-Appunto come dicevamo prima, sono nata come banda, per cui ho sviluppato da subito coordinazione e forza, poi devo ringraziare mamma e babbo per l’altezza 🙂

Senatrice in campo e anche negli spogliatoio, ti chiediamo di raccontarci, come abbiamo fatto con Sanchio della serie C maschile, almeno un paio di aneddoti divertenti.

  1. La nostra colonna sonora prima di ogni allenamento e ogni partita è Bad Romance di Lady Gaga, e parte ogni volta con l’acuto della Pimpi, che tutti dovreste sentire, uooooh ooooh ooooh ooooh oooooh caught in a bad romance”.
  2. Lo spogliatoio della Gaia è differente, il suo è il bagno di ogni palestra: pelliccia sulla porta, maglia e calzoncini da gioco sul water, scarpe di fianco lo scopettone, borsetta appesa alla maniglia e borsone proprio sotto il lavandino.

E’ che gli aneddoti, se non vissuti, non si possono capire fino in fondo, da lacrime agli occhi. Per non dimenticare la canzone di Whiskey il ragnetto cantata dalla Lisa in versione spagnola, classica e rap con tanto di balletto.

Il prossimo anno torna la serie C, anche nel femminile, categoria che mancava da forse troppo tempo a Bottega, ci sarà la Coppa Marche e  tanti derby in campionato, quali le tue aspettative sulla stagione?

-Sicuramente la priorità è il divertimento, poi se il clima è sereno e positivo viene tutto da sè. (Scherzo, ovviamente la priorità è vincere ahaha).

Fuori dal campo sei impegnata con la moda vero?

-Si amo il mondo del fashion, lavoro in un’azienda di abbigliamento a Cattolica.

Cosa ami e cosa odi delle persone?

-Amo la bontà, odio i ritardatari ahah 🙂

Infine cosa pensi di questo nuovo blog on line, un ulteriore strumento per cercare di farvi conoscere ad un più vasta platea?

-E’ sicuramente un’idea grandiosa, in un’epoca in cui la dedizione allo sport forse si sta un po’ dimenticando, questo può essere sicuramente uno strumento utile per far avvicinare più persone al più bello sport che esista al mondo.

Ad maiora

A cura di Danilo Billi

 

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