Parliamo con Federica Vidali, uno dei due liberi della serie C femminile

-Nome?

“Federica Vidali”.

-Ruolo?

“Libero”.

-Numero?

“18”.

-Soprannome?

“Fedi free”.

 -Piatto e drink preferito?

“Carbonara e… moscato”.

-Federica da quanto sei nella Polisportiva Bottega?

“Ho incominciato a giocare a pallavolo quando avevo 6 anni, sin da subito nella Polisportiva Bottega. Mi sono sempre trovata bene, mi sono sentita a casa dal primo giorno che ho messo piede dentro la palestra, e per me, adesso, è come una seconda famiglia”.

-Come ti sei avvicinata alla pallavolo?

“Mi sono avvicinata alla pallavolo per caso e da quel momento non sono più riuscita a mollarla”.

-Come mai il ruolo del libero?

“A prescindere che non sono una stanga, ho sempre sperato di fare il libero. L’altezza mi manca e la grinta mi sta uscendo sempre di più, anno dopo anno, quindi penso proprio sia il ruolo più adatto a me”.

-Ci puoi raccontare l’importanza del tuo ruolo?

“Hai tante responsabilità, sei il capo della seconda linea, devi urlare, farti sentire ed essere sicura di quello che fai, sempre. Devi dare fiducia alle tue compagne e comandare la difesa”.

-Per tutto il campionato, dagli spalti, ti abbiamo vista alternarti con la compagna di reparto Camilla Vitturini, puoi spiegare, a chi magari non conosce bene queste dinamiche di gioco della pallavolo, perchè?

“Esatto, io e Camilla ci alterniamo. Dall’anno scorso, anche in serie D, è stato possibile giocare con due liberi, questo offre la possibilità ad entrambe di dimostrare e dare il proprio contributo per raggiungere l’obiettivo. Io mi occupo della fase di ricezione, ovviamente anche di difesa, mentre Camilla si occupa di più della difesa. È stato difficile sia per me che per lei all’inizio, fai fatica ad entrare in partita e devi essere lucida a riprendere in mano la situazione”.

-Da sempre sia le squadre maschili che quelle femminili del Canguro hanno il loro marchio di fabbrica nel non fare cadere a terra nessun pallone, quanto sono duri gli allenamenti?

“La Difesa è importantissima, è un nostro punto di forza e deve essere allenata continuamente. Gli allenamenti sono faticosi, a partire dalla preparazione tra corse tra i campi, circuiti, addominali, scatti, gradini… ma è grazie all’allenamento che si vedono i risultati”.

-Lo scorso campionato lo avete vinto e siete state promosse in C, ci puoi raccontare le tue sensazioni e soprattutto cosa ti aspetti dalla prossima stagione?

“Non si possono assolutamente descrivere le sensazioni e le emozioni provate durante l’ultima partita, quando la Lalla ci ha comunicato che saremmo salite in serie C. È stato tutto bellissimo e non dimenticherò mai l’anno della serie C”.

-Che rapporto hai con il capo allenatore, ovvero Laura Renda, e con il secondo, nonchè Citro?

“Ho un buonissimo rapporto con i miei allenatori, la regola principale per me è il rispetto. La Lalla mi ha visto crescere, mi ha sempre spronato e aiutato quando avevo delle difficoltà. Mi ha visto piangere tante volte, ma mi è sempre stata vicina e non mi ha mai messo da parte. Tante urla e sgridate che hanno portato risultati e nuove consapevolezze.

Citro è una grandissima persona, ti ascolta ed è sempre lì vicino a darti consigli su come migliorare. Ha una grande personalità e voglia di fare”.

-Chi sei nella vita di tutti i giorni, fuori dal rettangolo di gioco?

“Lavoro come impiegata contabile in un’azienda che produce e vende principalmente letti, divani e sedie”.

-Cos’è per te la pallavolo?

“Per me la pallavolo è casa, vita, felicità, fatica e passione”.

-Quanto è difficile conciliare pallavolo e gli impegni della vita durante l’anno, in particolare quando ci sono allenamenti e partite?

“È difficile, bisogna rinunciare agli impegni, ma si fa, l’ho sempre fatto e continuerò a rinunciare per la pallavolo. Inoltre, bisogna cercare di non portare i problemi esterni all’interno della palestra”.

-Infine visto che sei una persona molto attenta ai social, cosa ne pensi da questo blog tanto voluto dal nostro Alberto?

“È stata un’idea grandiosa!

E adesso grazie al tuo lavoro, al cuore che ci metti Dani e con l’aiuto di tutti noi, dobbiamo portarlo avanti per il nostro Alberto!”.

Ad Maiora

A cura di Danilo Billi

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