E’ con noi Omar Mezzolani palleggiatore della serie C maschile

-Ruolo?

“Palleggiatore”.

-Numero?

“6”.

-Soprannome?

“Mezzo”.

-Piatto e drink preferito?

Pizza “bomba” e americano”

-Omar, come ti sei avvicinato al mondo della pallavolo?

“All’età di 10 anni, giocando ogni giorno con amici nella via dove abitavo, dopo qualche anno sono entrato a far parte della splendida “famiglia” della Pol Bottega”.

-Una domanda che ho fatto anche tutti i colleghi e colleghe che ti hanno preceduto in questo blog, ci provi a descrivere cosa vuol dire per te giocare nel Pol Bottega?

“Per me la “Pol Bottega è casa mia, mi sento al sicuro nella “mia” palestra. Giocare per questa società è una sensazione stupenda”.

-Lo scorso anno avete fatto una vera e propria cavalcata vincente, una promozione bellissima. Qual è stata, secondo il tuo punto di vista, la miscela giusta che si creata per stravincere il campionato?

“Sicuramente i giocatori di categoria superiore sono stati  una componente importante, ma dal mio punto di vista lo spirito di amicizia e di sacrificio, insieme ad un allenatore che non molla mai, hanno creato questa miscela”.

-Quando hai capito, se c’è stato un momento chiave, una gara in particolare che ti ha fatto pensare che avreste vinto il campionato?

“Diciamo che la gara in casa contro Jesi mi ha fatto capire che potevamo giocarcela con chiunque fino alla fine”.

-Il vostro coach, Marco Romani, ha dichiarato che vuole vincere la Coppa Marche e arrivare nella parte alta della classifica, se non addirittura nei play off, nel prossimo campionato…insomma senza pressione, cosa ne pensi?

“Io la penso come il mister, bisognerà sudare ancora di più, ma non vediamo l’ora di iniziare questa nuova stagione in serie C”.

-Sempre Marco mi ha confessato che questa estate ti stai allenando e tenendo in forma anche lontano dalla palestra. E’ tutto vero?

“Dopo un periodo breve di meritato riposo, non riuscendo a star lontano da questo sport stupendo, mi tengo in forma  giocando a beach”.

-Il tuo ruolo è fondamentale, forse più di altri, sei il cervello della squadra. Puoi spiegare come lo vivi e come lo interpreti sul campo, anche a chi, magari, la pallavolo non la conosce cosi bene come noi?

“Mi piace tantissimo il mio ruolo, perché posso mettermi a disposizione di ogni mio compagno, cercando di capire come meglio servirlo….quando ci riesco esulto di più del mio schiacciatore che ha fatto punto”.

-Fuori dal terreno di gioco chi sei? Cosa ti piace fare?

“Sono un ragioniere e un babbo di due splendide bimbe ….. Mi piace fare cose semplici, stare con amici, stare in famiglia”.

-Dietro una grande squadra c’è un grande gruppo che lavora in palestra, quanto sacrificio e rinunce ti ha portato la pallavolo, e invece cosa ti ha dato di bello?

“I sacrifici ci sono ma spariscono nel momento in cui ti alleni con i tuoi amici e se poi riesci pure a raggiungere degli obbiettivi come in questa stagione questo sport ti lascia dei ricordi indelebili”.

-Ci puoi raccontare qualche aneddoto che si possa riportare anche qui avvenuto in chiave divertente nello spogliatoio quest’anno? Chi era il più pazzo?

“Quello che succede nello spogliatoio rimane nello spogliatoio…. A parte gli scherzi… Diciamo che la festa per la vittoria del campionato, iniziata nello spogliatoio  subito dopo aver vinto la penultima partita di campionato in trasferta,  è stata stupenda. Il più pazzo….. Potrei dire tutti, ma una nota di merito va sicuramente al mio centrale Sanchioni”.

-A fine campionato, nella festa, avete sfoggiato delle magliette con dei disegni di super eroi, da chi è nata questa bellissima idea?

“Sempre da Sanchioni.

-Infine, Alberto Renda aveva voluto tanto questo blog, per dare la giusta visibilità in autonomia alle squadre del Canguro, a tale riguardo che ne pensi?

“Penso che, anche questa volta, Alberto abbia visto lungo, e dato che per me, anche se non glielo mai detto, lui è sempre stato un punto di riferimento, sono onorato di poter dare il mio piccolissimo contributo”.

Ad Maiora

A cura di Danilo Billi

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