A colloquio con lo schiacciatore della serie C maschile Alberto De Luca

-Ruolo?

“Schiacciatore”.

-Numero?

“19 , ma il mio numero è il 10, ereditato negli anni dal nostro capitano Andrea Signoretti”.

-Soprannome?

“Delu”.

Drink preferito?

“Senza dubbio gin tonic”.

-Ciao Alberto partiamo subito da una domanda a bruciapelo. Lo scorso anno avete vinto il campionato di serie C, dimostrando una superiorità netta alle altre squadre ma soprattutto cercando sempre di mantenere alta la concentrazione in tutte le gare che avete disputato. E’ stata questa secondo te l’arma in più della tua squadra, già forte sulla carta e se sì, ci puoi spiegare come ci siete riusciti?

“La vittoria del campionato deriva sicuramente da tanti fattori, come appunto grande livello di concentrazione e allenamenti serrati fino l’ultima giornata. Ma la vera differenza credo l’abbia fatta la “garra”, grinta e compattezza del gruppo, abbiamo remato tutti nella stessa direzione per raggiungere l’obbiettivo, partita dopo partita”.

-Quest’estate sei stato uno dei pochi della serie C chiamati da coach Marco Romani a fare un po’ da chioccia ai giovani che hanno partecipato nel mese di giugno alle sedute tecniche di allenamento sperimentali. Cosa ne pensi di questo progetto e delle nostre nuove leve?

“E’ stata davvero una bella iniziativa, dove un bel gruppo di giovani si è messo a disposizione del mister per più di un mese. Si è lavorato molto sulla tecnica a livello individuale, su diversi fondamentali.

Ci sono diversi ragazzi, diciamo del “vivaio”, che promettono molto bene, sia dal punto di vista tecnico-fisico sia per la passione che ci mettono nel lavorare a certi ritmi in palestra”.

-Come stai passando questa calda estate?

“Tra nuovi e stimolanti impegni lavorativi, e spendendo tempo di qualità tra amici ed esperienze che mi fanno stare bene”.

-In vista della prossima stagione, quali sono i tuoi pensieri e le tue ambizioni, relativamente alla Coppa Marche e al campionato?

Quest’anno sicuramente ci aspetterà un percorso più ostico rispetto a quello appena trascorso, inoltre avremo anche una competizione in più come la Coppa Marche.

Credo sia fondamentale partire subito a lavorare forte in palestra, ritrovare la quadratura fisica e fare gruppo. Coach Romani ha già dichiarato quelli che sono gli obiettivi del prossimo campionato, puntare alla tanto ambita coppa e playoff, penso che ci siano tutti i presupposti per fare davvero bene”.

-Ci puoi raccontare, in particolare a chi ci legge e mastica ancora poco di pallavolo le caratteristiche del tuo ruolo e come lo interpreti?

“Si tratta del ruolo di laterale che richiede una certa completezza tecnica dal punto di vista dei fondamentali, poiché ha sia il compito di ricevere che di attaccare. Per quanto mi riguarda, cerco sempre di tirare fuori tutta la grinta possibile su ogni pallone e mettermi a disposizione dei miei compagni”.

-Pallavolisticamente parlando, anche tu sei cresciuto nelle giovanili della Polisportiva? E cosa significa per te giocare con la maglia del Bottega?

“Ho iniziato a giocare nella comunale di Morciola a 9 anni e ho fatto tutta la trafila delle giovanili, giocando in tutte le categorie fino all’esordio in prima squadra a 16 anni.

Bottega è una grande famiglia che attraverso questo fantastico sport riesce a trasmettere dei valori, come l’importanza del gruppo e delle relazioni, al punto che, dopo tanti anni, ti ritrovi come compagni di squadra degli amici, che a volte diventano persone davvero importanti oltre le mura della palestra”.

-Come ho chiesto anche a qualche tuo compagno ci puoi raccontare anche tu qualche aneddoto simpatico, non tanto dello spogliatoio, ma magari del vostro mister e delle sue cabale pre-post partita?”.

“Su cabale pre-post partita devo dire che potremmo scrivere un libro.

Ognuno di noi ha le sue, le più impensabili.  Per quanto riguarda il mister, credo ne abbia diverse ma non le da mai a vedere, sono riti propiziatori che tiene scaramanticamente privati”.

-A proposito di Marco Romani che rapporto hai con lui?

“Marco lo conosco da tanto tempo, proprio lui mi fece esordire in prima squadra a 16 anni. Devo ringraziarlo, perché ha sempre creduto in me, è grande motivatore e trascinatore. Ad ogni partita è il settimo uomo in campo”.

-In questa breve prima intervista, abbiamo conosciuto l’Alberto giocatore, ma come è la tua vita fuori dal terreno di gioco?

“Nella vita di tutti i giorni sono responsabile commerciale di un’azienda nel Pesarese.

Sono un ragazzo semplice, che ha in testa tanti obiettivi da raggiungere e sogni da realizzare”.

-Un altro Alberto, ovvero il mitico Renda, ha voluto fortemente, prima di andarsene, questo blog, in modo da creare una sorta di giornale telematico tutto votato all’insegna delle news del Canguro. Qual è, al riguardo, il tuo pensiero?

“E’ stato l’ennesimo contributo del grande Alberto, nei confronti della “famiglia Bottega”. Una grande idea che, con il tuo grande supporto, spero possa aiutare a sensibilizzare e appassionare sempre più persone a questo sport, e portare gente del territorio dentro la nostra palestra a tifare Bottega!”.

Ad Maiora

A cura di Danilo Billi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...