Intervista a Matteo Gregori, centrale serie C maschile!

-Ruolo?

“Centrale”.

-Numero?

“24”.

-Soprannome?

“Greg”.

-Piatto e drink preferito?

“Pizza e invisibile”.

-Ciao Matteo in un mondo maschile, dove per eccellenza tutti praticano calcio o basket, come mai e a che età hai scelto la pallavolo?

“Ciao Dani, ho iniziato a giocare all’età di 16 anni. In passato ho praticato sia calcio che basket, però non mi sono mai appassionato molto, perciò ho deciso di cambiare e provare un nuovo sport. I miei primi contatti con la pallavolo risalgono all’estate del 2015, sulla spiaggia, giocando con i miei amici. Questo sport mi ha subito colpito e, spinto da alcuni di loro che giocavano già da tempo nella Polisportiva Bottega, ho deciso di iniziare”.

-Come mai ti sei innamorato di questo sport?

“Come ho detto prima, mi sono innamorato della pallavolo giocando al mare con i miei amici. Della pallavolo mi piace il gruppo che si crea all’interno della squadra”.

 -Sullo scorso campionato e sulla vostra promozione, i tuoi colleghi già intervistati hanno ognuno di loro la loro versione e doveroso da parte mia sentire anche la tua. Quali sono stati gli ingredienti giusti per decollare verso la serie C?

“Uno degli ingredienti fondamentali è l’unione della squadra che si è creata quest’anno, eravamo molto compatti. In più l’inserimento di atleti  esperti ci ha aiutato molto. Così come anche la voglia di riscatto per l’anno passato  e ci ha aumentato la grinta, la determinazione per compiere questa promozione”.

 

-Il prossimo campionato vi vedrà impegnati anche in Coppa Marche, competizione a cui il vostro allenatore Marco Romani non ha nascosto in svariate sedi, durante e post festeggiamenti, che vorrebbe tentare di vincere. Qual è il tuo pensiero sulla Coppa?

“Riguardo alla Coppa Marche, penso che sia una Coppa molto difficile da vincere, poichè inizia subito dopo l’estate, perciò bisogna ritrovare la forma fisica e il gruppo, soprattutto quest’anno che ci saranno nuovi compagni. Le carte per far bene in Coppa non ci mancano, dobbiamo lavorare duramente fin dall’inizio per ottenere subito dei grandi risultati”.

-E invece come vedi il campionato di serie C?

“Il campionato di serie C è sicuramente tosto, dovremmo lavorare duramente ogni giorno, restare concentrati ad ogni partita, poiché il livello degli avversari si è alzato e ogni banale errore può costare molto”.

-Pensi anche tu che lavorare tanto in palestra, prima magari sui proprio errori. possa essere una ricetta vincente per poter fare un buon campionato?

“Certo, è fondamentale per ottenere degli ottimi risultati in campionato”.

-Per i meno esperti di pallavolo, ci puoi raccontare pregi, difetti e difficoltà, ma anche soddisfazioni del tuo ruolo?

“E’ un ruolo complicato, bisogna essere sempre molto concentrati sul gioco, bisogna capire in anticipo le intenzioni dell’avversario, bisogna essere rapidi negli spostamenti, invadenti e composti a muro. Uno dei difetti del centrale è che, se gli appoggi non sono precisi, è molto difficile attaccare, perciò il numero degli attacchi rispetto agli altri ruoli (banda e opposto) è minore. Una delle soddisfazioni più grandi è il “monster block”. ovvero muro mostruoso, soprattutto se contro il centrale avversario”.

-Quest’anno siete riusciti in una doppia impresa, stravincere il campionato e riportare gli appassionati di pallavolo di Bottega e dintorni in palestra. Per te e per i tuoi compagni quanto è importante sentire l’apporto dei proprio tifosi durante le gare interne?

“E’ molto importante, lo considero come il settimo uomo in campo. Proprio grazie all’entusiasmo del pubblico, soprattutto nei rash finali dei set, ci da quella forza in più per vincere”.

 -Che rapporto hai con il tuo allenatore Marco Romani?

“Ho dei buoni rapporti. Mi ha sempre sostenuto e motivato”.

-Tutti dicono che La Polisportiva Bottega sia speciale, che sia come una grande famiglia è cosi anche per te?

“Ovviamente sì, è una società diversa dalle altre, ti fa sentire a tuo agio proprio come una famiglia,  perciò sono pienamente d’accordo con tutti gli altri”.

-Chi è Matteo fuori dal terreno di gioco?

“Fuori dal campo sono un ragazzo semplice, mi piace stare in compagnia e studio chimica tecnologia farmaceutica presso l’università di Urbino”.

-Alberto Renda, che era un vostro grande sostenitore, prima di lasciarci, quasi un mese fa, aveva voluto fortemente questo Blog per creare un canale unico che parlasse solo delle varie gesta del Pol Bottega… Un tuo ricordo di Alberto e cosa ne pensi di questo Blog?

“Di Alberto mi ricorderò sempre lui negli spalti ad incitarci e caricarci come se si trovasse accanto a noi. mi mancherà il suo: “Dai Greg, abbiamo bisogno di un tuo muro”. Riguardo a questo blog penso che sia utilissimo, poichè da la possibilità a tutti la far conoscere noi e la splendida società del Bottega”.

 

Ad Maiora

A cura di Danilo Billi

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