Quattro chiacchiere con Eleonora Pimpinelli, opposto della Serie C femminile

il

-Ruolo?

“Opposto”.

-Numero?

“16”.

Soprannome?

“Pimpi, Pimpo, Pimpotta, Pimpa (alla Lalla piace non so perché ancora)”.

-Piatto e drink preferito?

“Pizza e Hamburger e birra”.

-Da quanto tempo giochi e come ti sei avvicinata a questo sport?

“Ho perso il conto del tempo ormai…. ho iniziato quando avevo sei sette anni nella Robur di Pesaro e da lì non mi sono più fermata. Mi sono avvicinata a questo sport anche grazie a mio fratello, quando ero piccola mi piaceva seguirlo in ogni partita. Ogni time out o fine match erano un pretesto per fare due palleggi a bordo campo con mio padre, fin quando non lo sfinivo”.

-Con quale maglia hai fatto le tue prime esperienze e quali campionati hai disputato?

“La prendo un po’ larga, perché mi piace ricordarmi questo avvenimento: Ho iniziato con la maglia Scavolini, nell’under 14 di Matteo Costanzi che ci ha guidato fino alle finali nazionali (ricordi indelebili). Poi ho proseguito con la Snoopy per diversi anni, grazie alla quale ho conosciuto un gruppo di amiche stupende che non ho mai lasciato, quindi il Blu Volley fino ad arrivare alla Polisportiva Bottega”.

-La pallavolo è nel DNA di famiglia visto anche tuo fratello è un giocatore parecchio conosciuto nel maschile.

“Sì, diciamo che siamo tutti appassionati di pallavolo ma più che altro dei valori dello sport in generale, mio padre ci segue sempre quando può, io e mio fratello ci parliamo spesso durante il campionato, ci confrontiamo e quelle poche volte che riesce a vedere una mia partita mi da sempre qualche consiglio per migliorare, siamo molto simili caratterialmente”.

-Quando e perché sei arrivata a Bottega?

“Sono arrivata a Bottega 4 anni fa, con l’arrivo della patente è arrivata anche la chiamata di Zia Lalla ahah… All’inizio è stata più una sfida che altro e non è stato facile abituarsi agli orari di allenamento, al ritmo e a tutto il resto, ma poi quando capisci che ne vale la pena passa tutto in secondo piano”.

-Come ti sei trovata nella Polisportiva del Canguro? E come mai ecc….

“Bottega è famiglia, sin dal primo giorno sono stata accolta nel migliore dei modi da tutti, compagne dirigenti e allenatori. È una società granitica, piena di iniziative voglia di fare, costruire! E’ difficile trovarne altre come questa! Una volta che entri a farne parte è difficile cambiare. Come tutti gli anni il periodo di riflessione post campionato è sacro, questo è stato per me un periodo pieno di scelte importanti quindi un passo alla volta, ho impiegato più tempo per diversi motivi ma alla fine son convinta di aver preso la decisione migliore”.

-Il gruppo è stata l’ arma vincente per aggiudicarsi il campionato. Chi è la più pazza del gruppo?

“Il gruppo è sempre l’arma vincente e l’anno passato, sia mentalmente che fisicamente, siamo state impeccabili, ci siamo aiutate, confrontate, sfogate l’una con l’altra. La cosa bella di questa squadra è che, dopo 4 anni che giochi con le stesse persone, inevitabilmente impari a conoscere ogni lato del loro carattere, sai quali parole usare e in che modo, senza il bisogno di troppi ragionamenti. A volte ci basta uno sguardo o anche solo una parola. La più pazza del gruppo non saprei… Mi verrebbe da dire la Bellaz, ma non mi crederebbe nessuno, e poi lei ha già il premio come “best segretaria 2019”.

-In vista della prossima stagione, come vedi nella tua testa e cosa ti aspetti da questo campionato di serie C:

“Non so bene cosa aspettarmi in realtà dalla prossima stagione, l’unica cosa che so con certezza è che Citro da agosto in poi ci massacra e non so nemmeno se arriveremo alla Coppa Marche. A parte gli scherzi, si lavora a testa bassa come abbiamo sempre fatto! La voglia c’è e il gruppo pure, il resto si vedrà”.

-Che rapporto hai con la Lalla e, dalla scorsa stagione, con il secondo allenatore Citro?

“Un rapporto di massimo rispetto con entrambi, li stimo molto per l’impegno e per la passione che hanno, due persone che quando parlano di pallavolo da gusto ascoltarle. Sono sicura che anche quest’ anno ci guideranno al meglio”.

-Sei sempre stata, per il personaggio che sei dentro e fuori dal campo, un punto di riferimento per la squadra, come vivi questa cosa?

“In realtà siamo tutte dei punti di riferimento a me piace molto ascoltare e confrontarmi con le mie compagne e, come ci sono io per loro, loro fanno lo stesso per me. Profonda stima per l’ Alice, il Capitano, che oltre ad essere la best segretaria 2019 è anche una persona che sa sempre cosa dire e cosa fare, che ascolta e sopporta le nostre stronzate (e non solo) tutto l’ anno. Quello che ho imparato quest’anno e che voglio trasmettere è che anche i momenti di difficoltà individuali possono capitare. L’ importante è non mollare, perché prima o poi le occasioni ritornano e bisogna essere pronti ad esprimersi al meglio”.

-Saluti?

“Mando i miei saluti in particolar modo ad Alberto Renda, grande pilastro di questa società, e alla Chicca che è sempre viva nel cuore di tutti noi ogni giorno. Ovviamente un ringraziamento a te Dani, che rendi possibile tutto questo”.

Ad Maiora

A cura di Danilo Billi

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