Un saluto particolare ad Antonia Becce, per sette anni dirigente nella Pol Bottega

-Ciao Antonia, come ti sei avvicinata alla pallavolo femminile?

“Esattamente 7 anni fa, stavo vivendo un periodo “no” della mia vita. Tramite Daniele Ghezzi, che ben tutti conoscono, ho conosciuto Lalla, a dire il vero già la conoscevo, ma diciamo che l’ho conosciuta meglio dopo, al mare, scambiandoci due parole. Lalla in seguito mi ha proposto di fare da dirigente alla sua squadra femminile di serie D. Aveva bisogno di qualcuna precisa, attenta e che organizzasse tutto. Mi aveva inquadrata subito. Lei non doveva pensare a niente. Diciamo una al contrario di come era lei..ahahah….e così è nata questa ‘coppia vincente’ “.

-Da moltissimi anni ti abbiamo visto vicina alle ragazze della serie D, ora serie C, nelle vesti di dirigente accompagnatore della squadra, ci puoi raccontare in cosa consisteva il tuo ruolo, perché molti magari si fermano solo alla visione della partita con te seduta sulla panchina del Bottega che appunti le statistiche su un foglio, ma c’è tanto di più vero?

“Hai detto bene, c’è molto altro rispetto allo stare seduta in panchina a fare lo scout. A partire dall’organizzazione trasferte, macchinate, preparare acqua, documenti e borsa medica. Per non parlare delle ore a chiacchierare al telefono con le ragazze per i vari problemi, cercando sempre di essere d’aiuto. Ero diventata anche una sorta di “psicologa” o come mi definisce Lalla…Baby sitter”.

-Come mai nonostante il grandissimo affetto e valore che tutti ti hanno sempre riconosciuto proprio quest’anno hai deciso di fermarti?

“Ho deciso di smettere, perché si arriva ad un punto che bisogna fermarsi e non correre sempre. Gli impegni aumentano e io sono una che le cose le vuole fare bene dall’inizio alla fine e non farle tanto per. Già dall’anno scorso volevo mollare, poi Lalla mi ha convinto a rimanere un ultimo anno e ricordo che alla fine di una nostra cena, abbiamo concluso dicendoci: “Ok, un ultimo anno, andiamo in C e poi concludo”. Così è stato . Dopo 7 anni che ci provavamo, sempre ad un soffio dalla vittoria, finalmente il sogno si è avverato. Non potevo concludere nel migliore dei modi. Sono felice e le auguro di fare un bellissimo campionato!!!!”

-Sei un emblema della Polisportiva Bottega, e pubblicamente ti ringraziamo per tutto quello che hai sempre fatto a nome di tutti, ma mi piacerebbe che tu stessa potessi raccontarci il tuo attaccamento a questa famiglia di nome Pol Bottega. Non seguirai più magari la serie C da vicino, ma continuerai a essere una cellula attiva come allenatrice del giovanile, infatti, in questi anni hai sempre portato avanti questa tua altra grande passione. Ci puoi raccontare qualcosa a riguardo di quest’altra figura che ricopri sempre nella Polisportiva del Canguro?

 “Da 5 anni circa, mi occupo dei più piccolini. Amo i bambini e mi piace molto essere un esempio per loro. Non è semplice fare da educatrice, è un ruolo che comporta impegno, serietà e fiducia. Bisogna saperci giocare e anche rimproverarli quando è necessario, anche se non è semplice, soprattutto quando ti guardano con quel dolce musino e gli occhi sbarrati. Lalla e Alberto mi hanno aiutato tanto, soprattutto agli inizi. Albi mi diceva sempre di non essere ripetitiva, di farli correre e divertire. E’ stato un grande MAESTRO per me”.

In questi anni hai tenuto a battesimo tante ragazze, ma soprattutto hai stretto un legame con la Lalla, vero?

“Verissimo Dani. Con Lalla ho stretto un fortissimo legame, non solo all’interno della palestra. Siamo amiche anche fuori. Insieme ne abbiamo passate tante e anche combinate parecchie ahaha. Nelle varie serate di squadra, alle volte eravamo noi quelle che facevano più da matti. Siamo un po’ come ‘io il corpo e lei la mente’ “.

 -Ci puoi raccontare anche una delle tante comiche che ha combinato in questi anni in partita, che ti è rimasta più impressa e che se ci pensi ancora oggi ti fa sorridere?

“Dani, sono veramente tante, alcune eviterei di raccontarle. Forse quella che ha fatto più ridere è stata quando sono cascata in palestra a Fano. Io e Lalla eravamo piegate dal ridere. Oppure quando stavo dietro a tutte le cabale della Lalla. Io le davo anche corda ahahah. Sono tante credimi… 7 anni sono stati veramente lunghi”.

-Oltre a passare il tuo tempo in palestra, fuori come si svolge la tua vita quotidiana?

“Fuori dalla palestra? Una semplicissima ragazza di quasi 30 anni che lavora in uno studio medico e si occupa di conti”.

Visto che da tanto tempo sei al Pol Bottega e visto che questo blog lo ha voluto fortemente Alberto Renda, che un mese fa purtroppo ci ha lasciato, volevo un tuo personale ricordo, visto che lo conoscevi bene.

“Alberto è stato per me un Maestro, come ho già detto sopra. Mi ha insegnato tanto. Mi ha aiutato ad ogni fine partita con le ragazze. Scriveva sempre l’articolo. Bastava che ci guardavamo, io l’ho abbracciavo e lui mi diceva “Sì lo scrivo vai tranquilla”.Una gran bella e brava persona. Un po’ burbera alle volte. Agli inizi avevo quasi paura, mi metteva ansia e agitazione, soprattutto quando veniva a vedere gli allenamenti. Poi ho scoperto che era un orso buono dal cuore tenero. Ci parlavo volentieri e mi capitava spesso di fermarmi a fare due chiacchiere, anche a casa sua prima di uscire con Lalla.  Mancherà tanto a tutti noi ma sono certa che ci seguirà da lassù insieme alla nostra Chicca e avrà già creato una palestra. Ne sono più che certa”.

-Infine questo blog, pensi che possa essere uno strumento utile, al di là delle tante visite che sta ottenendo (6000 in un mese), per la causa?

“E’ molto utile. Un’iniziativa bella per far conoscere la società e chi ne fa parte. Spero possa continuare ma sono certa che tu Dani lo porterai avanti con grande cuore”.

-E’ arrivato il momento finale dei saluti o dei ringraziamenti, vai pure… 

“Un ringraziamento speciale ad Alberto per avermi fatto da guida con i più piccolini in questi anni. Grazie alla Lalla per questi 7 anni trascorsi insieme, per avermi aiutato in molte cose (noi sappiamo) e per avermi fatto aprire la mente. Ero un po’ chiusa, acida e lei mi ha aiutato a smussare gli angoli. Un grazie alla mia squadra, ad ognuna di loro per avermi regalato tanto in questi tempi. Vi porto nel cuore. Tranquille che io ci sono lo stesso!!! Grazie a Giacomo, ero la sua spalla destra e grazie a Citro che in questo ultimo anno mi ha fatto ridere un sacco. Un buon acquisto e un valido allenatore. Grazie infine anche a te Dani, perché porti avanti questo blog con tanto amore”. 

 Ad Maiora

A cura di Danilo Billi

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