E’ la volta di Giacomo Baldelli, schiacciatore della squadra maschile di serie C

-Ruolo? 

“Schiacciatore (opposto / banda)”.

-Numero? 

“13”.

-Soprannome? 

“Baldo”.

-Piatto e drink preferito?

“Cannelloni. Birra”.

 

-Ciao Giacomo è arrivato anche per te il momento dell’intervista, come e a che età hai iniziato a giocare a pallavolo e soprattutto perché hai preferito il volley invece che il basket o il calcio? 

“Inizialmente giocavo a calcio, poi spinto da mio cugino, all’età di 16 anni, ho iniziato il mio percorso da pallavolista che mi ha fatto innamorare di questo sport, Quindi tutto ebbe inizio grazie a lui”.

-Hai sempre giocato nel Pol Bottega?

“Ho giocato inizialmente nella società Carduccio Mellini di Piandimeleto, poi grazie a Marco e al nostro ex secondo allenatore Arcangeli, sono approdato nel lontano 2006/2007 alla Polisportiva Bottega”.

 

-Tutti parlano di grande famiglia quando si riferiscono alla Polisportiva è cosi anche per te? E se sì ci puoi spiegare perché? 

“Certo che sì, sono stato trattato benissimo in tutti questi anni di permanenza a Bottega, nonostante sia un giocatore “straniero”, data la mia distanza chilometrica, e mi sono sempre sentito un membro della famiglia”.

 -Che rapporto hai con il tuo coach Marco Romani? 

“Con il coach Marco si è creato da subito un rapporto stupendo, dopo tantissimi anni ho molta stima in lui. Infatti per noi rappresenta un leader, che sprona e cerca di portare sempre a termine l’obiettivo”.

-Invece come vedi Signo da capitano a secondo allenatore?

“Vedo grandi cose in prospettiva per lui, è sempre stato un leader carismatico sia dentro che fuori dal campo, con un ottima visione di gioco”.

 

-Anche secondo te è stato la miscela di un grande gruppo che non vi ha fatto grippare il motore e anzi vi ha sospinto verso una cavalcata vincente in C? 

“Sì, la miscela è stata speciale, abbiamo aggiunto ai giocatori veterani:

il ritorno di un “giovane” palleggiatore esperto, che come il vino invecchiando migliora; delle giovani leve con la testa fra le nuvole, ma anche con tanta voglia di dimostrare, e, infine, il turbo del motore è stato il ritorno del “figliol prodigo” Nicola, un ragazzo straordinario dentro e fuori dal campo, che ci ha permesso con la sua tecnica quel salto di qualità che serviva ormai da anni”.

 -Puoi spiegare a chi legge, come hanno fatto anche i tuoi compagni, come vivi dentro il campo il tuo ruolo? 

“Al massimo delle mie capacità sia in allenamento che in partita”.

 -Il prossimo anno sarà molto impegnativo, in primis perché il vostro primo allenatore Marco Romani vuole veramente vincere la Coppa Marche oltre a disputare un buon campionato, pensi davvero che sia possibile? 

“Tutto è possibile! Volere è potere, aggiungendo altri innesti e lavorando sodo potremmo giocarcela, ne sono sicuro, dato che partiamo da un buon spirito di squadra”.

 -Invece a riguardo del campionato ti vuoi sbilanciare? Che stagione prevedi? 

“Se riuscissimo a sistemare la rosa con delle nuove figure potremmo competere per centrare i play-off , ma essendo lunghe le stagioni dobbiamo vedere la tenuta fisica di tutti, titolari e non. Inoltre le squadre avversarie sono tutte competitive, in quanto tutti gli anni fanno delle belle campagne acquisti”.

 -Un aneddoto simpatico che si possa raccontare che è successo nella scorsa stagione? 

“Logicamente le cose che succedono nello spogliatoio non si possono raccontare”.

 

-Prima di lasciarci, Alberto Renda ha voluto fortemente questo blog, un tuo personale ricordo? 

“Una persona di grande carisma che ci guidava dagli spalti ogni partita casalinga, un esempio da seguire per dedizione e spirito di sacrificio verso i colori sociali del Bottega”.

 -Cosa pensi invece di questo blog interamente dedicato alle gesta di tutti voi in maglia verde? 

“Un ottimo mezzo di comunicazione per raccontare e tenere informate le persone che non riescono costantemente a seguirci”.

 -Ed ora è arrivato il tempo dei saluti a chi vanno i tuoi? 

“Saluto tutti, i miei “fratelli” di squadra attuali e passati, Marco, la società, il pubblico che ci viene a sostenere costantemente e la mia ragazza che mi ha sostenuto in questi anni di sacrifici sportivi”.

Ad Maiora

A cura di Danilo Billi

 

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