Il benvenuto va ad Alessandro Franco, palleggiatore della serie C maschile

il

-Ciao Alessandro e benvenuto sul nostro blog. A che età e come mai ti sei appassionato alla pallavolo e dove hai mosso i tuoi primi passi?

“Ciao Danilo, è un piacere essere qui!

Ho iniziato a giocare quando avevo circa 7 anni, non che ci fosse un motivo particolare, ma sai come funziona: palestra vicino casa, gruppetto di amici, inizi per gioco e poi non riesci più a staccarti”.

 -Quale è stata la tua carriera pallavolistica fino ad ora?

“Essendo di Fano, i primi passi li ho mossi in casa Virtus, quindi possiamo dire che ho avuto diverse occasioni per conoscere, anche se solo in minima parte, la vostra società”.

 -Come è arrivato il contatto con Marco Romani e di conseguenza il tuo ingaggio per la prossima stagione?

“Per quanto riguarda la mia carriera pallavolistica, a quindici anni ho lasciato Fano e mi sono trasferito a Monza per far parte delle giovanili del VeroVolley. Lì per tre anni, oltre ai campionati di under ho potuto fare esperienza in serie D e C e anche ad avere un piccolo accenno di serie B e Superlega. A 18 anni sono ritornato verso casa, per lo più per esigenze di studio, e ho trascorso prima un anno a Morciano di Romagna e poi in Ancona, sempre in serie B”.

 

-Che ruolo andrai a ricoprire?

“Il contatto con Marco Romani è arrivato in maniera del tutto casuale, ho saputo che stava cercando un palleggiatore, quindi ne ho approfittato e ho preso, come si suole dire, la palla al balzo. Per chi non mi conoscesse sembrerà un cosa alquanto normale, ma in realtà non lo è, considerando che fino ad ora sono stato attaccante di posto quattro. Infatti ho deciso quest’anno di compiere questo cambio drastico di ruolo e ho fatto qualche allenamento durante l’estate. Sono molto riconoscente nei confronti del coach, il quale mi ha offerto un’opportunità che farò di tutto per non sprecare”.

 -Che numero sei riuscito a strappare ai nuovi compagni?

“Il numero che ho scelto è stato il 3, non più il 7, come ero solito fare da diversi anni. Essendo un anno di cambiamento merita un numero del tutto nuovo”.

 -Le tue prime impressioni sull’ambiente e soprattutto sul gruppo che hai trovato?

“Il clima è molto accogliente e il gruppo è molto coeso, spero di riuscire presto ad ambientarmi, ma non penso sia una cosa di cui ci sia bisogno di preoccuparsi, sono stati tutti molto gentili fin dal primo giorno”.

-Come ti stai trovando, anche se ancora non avete neppure toccato la palla, in questo clima di preparazione alla guida del primo allenatore Marco Romani e del suo secondo Andrea Signoretti?

“La preparazione è dura, ma questo posso solo che ritenerlo un buon segno. Se si punta tanto anche sulla fase iniziale significa che si intende lavorare molto bene anche durante il corso dell’anno”.

-Della scorsa stagione qual è il bagaglio positivo che porti con te?

“Ciò che mi porto dietro dalla scorsa stagione è che con un gruppo molto unito si possono fare grandi cose, il che per noi è già un ottimo punto di partenza”.

 

-Ancora non ti conosciamo ma la domanda l’azzardiamo lo stesso, come vivi da dentro il campo la partita?

“Bella domanda! Ho avuto periodi in cui mi sentivo parte trainante della squadra, punto saldo della situazione, mentre ce ne sono stati altri in cui ho avvertito un senso di inadeguatezza. Ora cambiando ruolo si rovesciano le carte in tavola e sono convinto che nascerà un modo del tutto nuovo di vivere la partita”.

 -Piatto e drink preferito?

“Pizza, qualsiasi tipo di dolce e…bho il bere dipende dalle situazioni, non ho preferenze particolari”.

 -Chi sei fuori dal terreno di gioco?

“Fuori dal terreno di gioco sono un ragazzo di 20 anni che studia economia in Ancona. Mi piace disegnare, leggere, guardare serie tv e uscire con gli amici. Sono abbastanza tranquillo e non ho problemi a fare amicizia…il resto lo scoprirete conoscendomi!”.

 

 -Quali pregi e cosa non sopporti in generale della vita e delle persone?

“Non sopporto proprio le persone arroganti e quelle che vogliono importi le proprie idee senza una valida spiegazione. Apprezzo molto chi invece ricerca il dialogo senza trascurare l’aspetto umano che ci caratterizza”.

 -Il coach Marco Romani ha dichiarato a più riprese di voler a tutti i costi vincere la Coppa Marche, oltre che salvarsi con largo anticipo in campionato, condividi?

Certo che condivido! Gli obiettivi del coach sono gli obiettivi della squadra! Per cosa si và in palestra se non per dare il meglio di sé?”.

-Conoscevi già il nostro Blog?

“No, non conoscevo il blog, ma ora inizierò a darci un’occhiata!”.

-Infine, i tuoi personali ringraziamenti e saluti vanno a?

“I miei ringraziamenti vanno in primis a chi mi ha permesso di avere questa opportunità e poi a tutti coloro che in questo periodo mi stanno sostenendo!”

 

Ad Maiora

A cura di Danilo Billi

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