Intervista a Lalla Renda, allenatrice e anima della Polisportiva Bottega

-Ciao Lalla! Siamo arrivati all’inizio della Coppa Marche, come vedi la squadra nel suo complesso?

“Ciao Dani! Sì, la Coppa Marche è iniziata proprio sabato 21 settembre a Monte Porzio. Siamo sicuramente indietro dal punto di vista del gioco, perchè tendo a dare sempre molta importanza alla preparazione fisico-atletica all ‘inizio della stagione,  infatti ritengo sia alla base della capacità di eseguire bene un gesto tecnico e della tenuta fisica. Però la squadra è buona, composta per la maggior parte dalle ragazze che lo scorso anno hanno vinto il campionato, e questo per me è un grande onore, perchè significa che l’ambiente è positivo ed il senso di appartenenza è profondo. Mancano solo alcune pedine dello scorso anno, che hanno abbandonato per problemi di studio o di lavoro. Sono state sostituite da atlete altrettanto valide, sia dal punto di vista tecnico che umano, e questo rende il gruppo unito e con grande voglia di fare. Le ragazze lavorano a testa bassa e con grande impegno e saremo pronte per l’inizio del campionato. Che è la cosa che mi interessa di più”.

-Come si è svolto fino ad ora il lavoro in palestra?

“Come ti ho già accennato, abbiamo lavorato tanto sulla parte fisica e atletica: corsa in progressione di intensità, forza pura poi trasformata in esplosiva, coordinazione di base e specifica, propriocezione ecc.. Il tutto condito sempre da un lavoro tecnico sui fondamentali individuali per poi trasformarli in fondamentali di squadra. Sempre con grande intensità e spirito di sacrificio da parte delle ragazze!”.

-Come dividi i compiti con il tuo secondo allenatore Citro? 

“Citrone è un grande allenatore, un grande uomo ed una grande scoperta! Sin dallo scorso anno è stato una pedina fondamentale nella riuscita della stagione, perchè mette la sua esperienza da giocatore di categorie superiori al servizio delle ragazze, anche dal punto psicologico. Col suo modo di essere, ironico ma profondo e deciso, ha conquistato la loro fiducia. Perciò gli lascio molto spazio, sia nella gestione mentale che in quella della preparazione fisica, anche se a volte gli devo ricordare che sono donne e non uomini!”.

-Anche quest’anno oltre alle “senatrici”, hai lasciato posto a una giovane che viene dal nostro settore giovanile, un segno importante che indica anche che stai lavorando bene anche con le altre squadre che alleni, ci puoi raccontare al riguardo la tua giornata tipo in palestra e quanti gruppi segui?

“Sì, è vero, credo molto nel valore delle “vecchie” e nella loro esperienza, ma al tempo stesso spingo tanto nella crescita dei giovani, che sono il futuro. Oltre alla prima squadra ho sempre allenato 2 o 3 squadre giovanili, sia maschi che femmine. Quest’ anno alleno anche l ‘U14 e  l’U16 femminile. Inoltre, avrò anche l’onore di seguire il microvolley, i pallavolisti più piccini di tutta la famiglia!! Per finire, ho l ‘incarico di responsabile tecnico e degli allenatori. Quindi..beh..facendo un po’ i conti..sono in palestra tutti i giorni..dalle 4 alle 8 ore al giorno! Ma è sempre una gioia!”.

-Dopo 7 anni tornate a giocarvi la serie C, sai a che livello sarà la categoria? E francamente cosa ti aspetti dalle tue ragazze?

“Sìììì!!!! Finalmente siamo tornate, dopo 7 anni in cui mancava sempre il famoso “pelo”! Sul livello, faccio fatica ad esprimermi, perché il campionato è stato portato a 20 squadre. Tante. Quindi non so’…lo scopriremo solo vivendolo! Cosa mi aspetto dalle ragazze? Che lavorino tanto, e che mettano il loro sacrificio al servizio della squadra. Ma, soprattutto, che lo facciano con gioia ed entusiasmo, perché senza non si va da nessuna parte!! E c’è una cosa che dico sempre loro…che ognuna dia il meglio di sé. Poi vedremo dove arriviamo…”.

6) Il ritorno dì Giulia Matelicani come banda e l’ingaggio di Maria Laura Verardo al centro possono essere pedine importanti per mantenere la categoria?

“Sicuramente, Giulia e Maria Laura sono 2 grandi giocatrici, dalla personalità forte e decisa, quindi saranno pedine  importantissime, sia dal punto di vista tecnico che caratteriale! Ma ripeto che tutto il gruppo è molto buono, e a mio parere è questa l ‘arma in più… la forza del collettivo, il senso di appartenenza, la capacità di lavorare collegate ed in modo sistemico, il sapersi mettere al servizio della squadra! Insomma… tutte sono utili e nessuno è indispensabile, e questa squadra l’ha dimostrato alla grande!”.

-Solitamente usi la Coppa Marche come pretesto per fare test e amichevoli, sarà così anche quest’anno?

“Si certo, preferisco dare priorità al campionato e, quindi, la Coppa sarà un occasione di valutazioni e test, per capire su cosa dobbiamo lavorare di più o meglio. Inoltre permette di sperimentare varie soluzioni”.

-L’obiettivo di quest’anno per quanto riguarda la serie C è la salvezza? Cosa ne pensi del girone che andrete ad affrontare?

“Come detto in precedenza, faccio fatica a fare una previsione: la rivoluzione del campionato penso che porterà delle sorprese. Il girone è tosto, sono tante partite e le trasferte sono lunghe già da subito… quindi non ci si può adagiare sugli allori. E, nonostante il salto di categoria, l’obiettivo è sempre quello… dare il meglio ed arrivare più in alto che possiamo. Siamo una matricola ed affronteremo il campionato con grande umiltà, ma senza paura. Con la solita grinta e tenacia made in Bottega. Poi vedremo dove possiamo arrivare!”.

-Facendo un passo indietro, quale pensi sia stata l’arma in più lo scorso anno per vincere il campionato?

“La squadra! Senza ombra di dubbio! Le ragazze sono state tutte protagoniste: a causa di infortuni o influenze varie la squadra si è sempre modificata, ma tutte si sono fatte trovare pronte quando è stato il loro momento.  E’ stato uno dei campionati più belli della mia carriera..entusiasmante”.

-Questo blog, queste interviste e le foto che tutto lo scorso anno hanno accompagnato la stagione del Pol Bottega sono state fortemente volute da un persona a te cara, ovvero tuo babbo, che dal 4 luglio non c’è più, quanto si sentirà, oltre che a casa anche in Polisportiva, il peso della sua assenza? Quanto invece sarà importante proseguire sulle sue orme per tenere vivo il suo ricordo e la sua memoria?

“Chiaramente tocchi un tasto importante e forse sono la meno indicata per parlarne, perché rischio di non essere obiettiva. Anche in negativo, perché, a causa dello stesso carattere, spesso ci discutevo. Ma papà era l’anima. Quella presenza a volte silenziosa e a volte dirompente, che però dava una direzione. Giusta o sbagliata. Condivisa oppure no. Ma la cui esperienza ha permesso di costruire gran parte di quello che stiamo vivendo. Quelle presenze che lavorano dietro le quinte e che non si vedono, ma che permettono la buona riuscita del tutto. Fosse anche semplicemente chiamare l ‘idraulico perché non viene l’acqua calda. Quindi il peso della sua assenza non è quantificabile… è come una valanga, che dopo lascia un silenzio assordante… Ieri sera, dopo la partita, stavo per chiamarlo per il solito racconto..ma non ho potuto. Non potevo. Ma so anche che non sono la sola a sentire questo vuoto… Perciò c’è qualcosa di infinitamente bello in tutto questo…La volontà di ognuno di noi di andare avanti, e di proseguire il suo lavoro.  Un’assenza che, seppur nel dolore e nelle difficoltà, non ci ha divisi ma ci ha fortificati”.

-Siamo arrivati alla fine di questa prima intervista, cosa auguri a tutte le atlete e gli atleti del Pol Bottega per la stagione entrante?

“L ‘augurio più grande che posso fare a tutti i nostri atleti, sia mini che maxi, è che ogni giorno ed esperienza che viviamo insieme sia un passo ed un tassello in più nella loro crescita. Non solo come atleti ma anche come persone. Che possano affrontare questo anno con gioia e passione per ciò che fanno. Che i sacrifici  possano essere ripagati. Che le sconfitte siano altrettanto importanti come le vittorie. Ma soprattutto auguro loro di capire cosa significa giocare di squadra. È quando si comprende il proprio valore all’interno di un gruppo che si comincia ad aver percezione di sé…in bocca al lupo, fanciulli…”

 

Ad Maiora

A cura di Danilo Billi

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