Intervista a Lalla Renda, figura storica del Canguro. L’abbiamo sentita, in questo caso parlarci della sua futura squadra di serie C, targata 2020-’21

-Ciao Lalla e ben ritrovata nel nostro blog. Ci puoi dare una tua valutazione sul campionato purtroppo interrotto lo scorso anno per Covid-19, il primo dopo tanto tempo in C?

“Per quanto riguarda la valutazione del campionato lo reputo discreto per quello che si è potuto giocare, abbiamo fatto buone cose alternate ad altre meno buone. Siamo state sempre quinte per tutte la durata del campionato a un passo dai play off, sia che vincevamo ma anche perdevamo, e su questo scherzavamo molto con le ragazze, perché era una cosa abbastanza singolare e insolita”.

 

-Il Covid 19 ha spezzato il gioco e messo in seria difficoltà anche le ripartenze, regalandoci dei mesi infiniti senza pallavolo, il tuo parere in merito?

“La questione della pandemia è stata importante, perché ha interrotto tutto, non solo a livello di campionato ma a livello di gioco. Ripartire non sarà facile, perché la situazione ancora non è stabile. Bisognerà farlo con grande attenzione, soprattutto perché c’è tanta incertezza su questa ripartenza e dunque non sarà assolutamente facile riprendere il bandolo della matassa”.

 

-La nuova stagione si affaccia alle porte, cosa ci puoi dire a tale riguardo sullo staff e sulle giocatrici in partenza e in arrivo?

“Sì, la nuova stagione è alla porte, anche se tutto è posticipato, sia il campionato che la Coppa Marche proprio per via di queste incertezze. La squadra è comunque è pronta, ci sono state partenze importanti di cui sono dispiaciuta. Infatti non saranno più con noi Eleonara Pimpinelli, per via del lavoro e della gestione del suo tempo, poi Maria Laura Verardo, che ha delle motivazioni personali, Agnese Ferri, anche lei per motivazioni personali, e Anita Masini che probabilmente si trasferirà. Tra gli arrivi, di cui sono molto contenta, c’è il ritorno a casa dopo diversi anni dove avere militato in C con la casacca del Montecchio ma che pallavolisticamente è nata e cresciuta qui da noi a Bottega la banda Valentina Zandri. Come del resto il centrale Mara Fedigrelli, che tempo fa prima di trasferirsi anche lei in quel di Montecchio sempre in C, aveva giocato con noi, lasciando un buonissimo ricordo di lei. Da Fano finalmente siamo riuscite ad ingaggiare dopo anni di corteggiamento la banda Chiara Orsini e di questo non potevamo che non essere contenti.  Viene inserita nel gruppo della serie C la giovane palleggiatrice Annalisa Paci, che lo scorso anno ha fatto un esperienza in D alla Blu Volley e quest’anno è tornata all’ovile.

Ho trovato, sia da parte di chi è rimasto e sia di chi è arrivato, tantissimo entusiasmo e questo mi fa credere che saremo, sulla carta, molto competitivi, soprattutto perché come sempre essere positivi e carichi è un elemento importante, come le fondamenta di una casa.

Il mio secondo anche per la prossima stagione sarà Matteo Cialdrini, mentre come come accompagnatore ci sarà sempre Lucia Venerandi”.

 

-Che tipo di pallavolo ti piacerebbe che le tue ragazze giocassero rispetto allo scorso campionato, anche sotto il profilo emozionale? 

“Ci sono diversi aspetti, una cosa che non deve mancare è la difesa che è un fondamentale che rispecchia la nostra società, tanto che negli anni è diventata famosa come la “difesa modalità Bottega”, dove la palla non cade mai, è un fondamentale che dimostra un carattere forte, perché nella pallavolo il carattere più che negli altri sport fa la differenza. Un altro aspetto che vorrei curare è la tattica, vorrei che le ragazze arrivassero a compiere le loro gesta valutando ogni mossa che fanno, io penso che la pallavolo è come giocare a scacchi. Come ultimo, dal punto vista emozionale è giocare di squadra, che sia un gioco corale dove ognuno svolge il suo compito per arrivare alla vittoria, perché la squadra è un insieme di persone che si deve mettere a servizio degli altri, e se tutte le ragazze in campo fanno bene, la gratificazione che arriverà poi dal collettivo sarà molto forte”.

 

-Quanto sarà difficile, sempre secondo il tuo parere, cercare di tornare alla normalità in palestra?

“Sarà difficile, perché ancora non c’è una vera normalità, i protocolli della Fipav fino ad ora non rendono semplice il lavoro da fare, anche se sicuramente sono delle basi che vengono date per mantenere quelle linee di sicurezza per poter andare avanti e, quindi, non possiamo assolutamente non considerarle. Dovremo essere capaci di adattarci il meglio possibile, ma da “biologa” ti dico che la capacità di adattamento sta alla base dell’evoluzione e, dunque, sarà importante riuscire ad adeguare il lavoro alla situazione contigente”.

 

-Cosa ti aspetti da te stessa, in questa nuova avventura in serie C al timone della tua squadra? E soprattutto tutto questo periodo senza pallavolo su cosa ti ha fatto riflettere?

“In realtà una delle priorità come allenatore, oltre che insegnare e fare evolvere le proprie giocatrici, sarà quella di mettere al servizio ogni singola individualità per il collettivo chiamato squadra. Poi c’è l’aspetto tecnico e tattico, ma prima di tutto per me sarà fondamentale cercare di riuscire a trasmettere il concetto d’insieme.

Per me, che sono un animale da palestra, infatti ci vivo gran parte della giornata, è stato allo stesso tempo un periodo molto delicato, perché se da una parte è stato duro, è stato anche un momento molto formativo, in quanto ho avuto il tempo di fermarmi e di entrare meglio dentro le cose e studiarle con il giusto tempo della riflessione che mi è mancato in questi anni con i vari campionati in corso. Dunque è stato tempo prezioso e fondamentale per un arricchimento personale e per una crescita”.

 

-Come riprenderanno gli allenamenti?

“Avevamo pensato di tornare in palestra l’ultima settimana di agosto, ma l’uscita dei nuovi protocolli Fipav e alcune cose da sistemare ci faranno slittare sicuramente di qualche giorno.

Per quanto riguarda il lavoro che svolgeremo, partiremo con una parte fisica importante per cercare di recuperare i vari mesi di stop, poi lavoreremo tanto sulla tecnica, come piace a me, per trasformarla in fondamentali di campo, dunque da tecnico in tattico il tutto, se la situazione ce lo permetterà e dunque speriamo di poter riprendere nei migliore dei modi”.

Ad maiora

A cura di Danilo Billi

 

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